Il Laboratorio di Enrico: Ho incontrato un genio – Alessandro Dari

Firenze. L’atmosfera è già magica per suo conto.

In questa splendida città si ha modo di incontrare alcune realtà particolari, nelle quali l’Arte si esprime ai massimi livelli.

A questo aggiungiamo che ci troviamo in una terra in cui l’Oreficeria si è sempre espressa ai massimi livelli e che ha dato i natali al più grande orafo di tutti i tempi: Benvenuto Cellini.

Girando estasiato per la città mi imbatto in un atelier molto suggestivo.

Sono attratto e quasi catalizzato da una musica soave di chiaro timbro e stile medioevale, e mi avvicino curioso alle piccole teche esterne di esposizione.

Gli oggetti contenuti sono a dir poco eccezionali. Non possiamo sminuirli definendoli “solo” dei gioielli: in realtà si tratta di micro o macro sculture in cui trionfano l’aspetto estetico e i significati espressi.

Entro quindi, anzi sono letteralmente assorbito dall’atelier del Maestro Alessandro Dari.

L’ispirazione di fondo è quella della creazione di anelli, oggetti simbolo della Gioielleria, ma anche accessori che fungono da veicolo di contenuti profondi.

Gli anelli del Maestro Dari non sono esclusivamente da indossare, anzi la maggior parte tra loro sono opere d’Arte che invitano a pensare e soprattutto attirano sguardo e attenzione per la delicatezza dei dettagli e per l’altissimo livello delle finiture.

Maestro Dari

Non a caso molte delle creazioni di Dari sono state acquisite da Musei.

Ogni oggetto è frutto di un’espressione e di un travaglio culturale e spirituale che Dari trasmette con potenza. Il significato è palesato attraverso le sfumature e lo studio strutturale: nulla è lasciato al casdo e lo si nota dalla perfezione di ogni insieme.

Alessandro Dari produce anche articoli di Gioielleria che si possono fieramente indossare, ma senza cedere neppure un centimetro alla volgarità della globalizzazione di pensiero.

Laureato in Farmacia con Lode, Alessandro Dari ama definirsi Orafo-Alchimista, ed in effetti è in grado di scatenare processi quasi chimici di entusiasmo e ammirazione, e di immergere l’osservatore nel mondo secondo la sua visione.

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