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Le gemme nei gioielli

Autore: Fabio Dell'Orto | 23 settembre 2011

Intendiamo per gemma un materiale prezioso, lavorato o al suo stato naturale, che abbia caratteristiche di inalterabilità, bellezza e rarità, usato per scopi ornamentali o di investimento.
Esiste un’ampia varietà di materiali, di origine minerale, organica o vegetale che vengono definite gemme e usati in gioielleria, per realizzare collane, anelli e bracciali.

Le caratteristiche più apprezzate dalla gioielleria, riguardo le gemme, sono la durezza la trasparenza, la compattezza, il colore, la durevolezza e la rarità. Le gemme di origine minerale, che hanno origine da cristalli minerali o rocce dure, sono dette pietre dure, o più genericamente possono assumere la denominazione di gemme preziose o anche pietre preziose. Queste comprendono un’ampia famiglia e vengono utilizzate da millenni per essere incastonati in gioielli con montature in oro, argento o altri materiali preziosi.

Gemme

Le definizione di “gemme” o “pietre preziose” vengono usate come sinonimi, ma bisogna considerare che vi sono gemme naturali come l’avorio o l’ambra che non possono essere classificate come pietre dure, ma solo come gemme, in quanto non hanno una composizione di tipo minerale o se si preferisce “roccioso-cristallina”.
Molti usano suddividere le gemme di origine minerale in pietre preziose e semi-preziose ma questa è una suddivisone di tipo prettamente commerciale della gioielleria, associata in genere alla rarità della pietra. Anche lavorando pietre dure meno preziose si ottengono, nel campo della gemmologia, dei gioielli di grande bellezza, ottenendo delle gemme che hanno delle caratteristiche cromatiche di brillantezza di grande effetto.
Le pietre preziose vengono classificate in base al minerale di origine, che a volte assume lo stesso nome della gemma, come nel caso del diamante, del topazio o del turchese.

In altri casi dallo stesso minerale in gemmologia e in gioielleria possono derivare gemme con nome diverso come nel caso del berillio di cui è composto sia lo smeraldo che l’acquamarina. Oppure il corindone da cui possiamo avere sia il Rubino che lo zaffiro. A differenza di quello che si potrebbe pensare di ogni gemma propriamente detta possono esistere in più colorazioni, lo stesso diamante può presentarsi dall’essere privo di colore detto “Colorless” ad assumere le più svariate sfumature, che vanno dal giallo al marrone; sono rari ma molto preziosi i diamanti rossi o rosa, ma può presentare anche un aspetto misto o nero, variando a seconda della composizione mineralogica o delle impurità presenti nel reticolo cristallino.

Le gemme di origine animale usate per realizzare gioielli sono il corallo, l’avorio, la perla e la madreperla. Il corallo si ottiene dai polipi appartenenti al Philium dei celenterati che vivono in acque profonde e buie, il loro scheletro calcareo è durissimo ma solo alcune specie vengono usate in gioielleria come il Corallium rubrum o il Corallium japonicum.
Altra famosa gemme di origine animale è la perla prodotta da molluschi bivalvi e gasteropodi , la perla si forma quando un corpo estraneo viene introdotto nella cavità palleale e viene ricoperto lentamente di madreperla, in tempi che vanno dai due ai sette anni. Assumendo una forma sferica che può andare dai 2 millimetri a 2 centimetri di diametro .

Oggi la maggior parte delle perle in circolazione sono perle coltivate, le perle naturali sono oramai una rarità
Non bisogna confondere la perla dalla madreperla che si ricava dallo strato interno delle conchiglie di alcuni molluschi marini e che viene usata per incisioni o intarsi di elevato pregio.
L’ambra invece è una gemma origine vegetale prodotta dalla resina delle piante che è stata usata fin dall’antichità per realizzare gioielli. Il suo colore varia dal giallo oro alle sfumature di rosso e bruno.

Marco Parravicini della Gioielleria Parravicini Varese.

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