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Tecniche avanzate: il Mokume Gane

Autore: Enrico | 2 marzo 2013

Definita solitamente la “tecnica dei Samurai”, per la sua attinenza storica e geografica, il Mokume Gane è in effetti un tipo di lavorazione dei metalli ad uso estetico che nasce nel medievo nipponico, e certamente ha adornato le preziose Katane dei leggendari guerrieri giapponesi.

Si tratta di una tecnica che dona al metallo una trama lignea e viene realizzata senza l’ausilio della saldatura.

Attualmente, nel mondo intero, sono pochissimi gli orafi specializzati in questa procedura.

Alla recente fiera espositiva di Monaco di Baviera, Inhorgenta, soltanto uno stand ha esibito alcuni pezzi lavorati in Mokume Gane, a conferma della sua difficoltà realizzativa.

In Italia, tra chi sta approfondendo la conoscenza di tecniche estreme e alternative c’è Emanuele Cannoletta, studente presso l’Accademia delle Arti Orafe di Firenze, al quale dobbiamo tutte le informazioni che hanno consentito la stesura di questo articolo.

Emanuele Cannoletta

Emanuele Cannoletta (nda: permettete il sano orgoglio di padre – è il figlio di chi scrive), è nato a Sanremo il 26 agosto 1987. Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico, ha intrapreso gli Studi di Architettura, e precisamente in Urbanistica, conseguendo la Laurea di Primo livello all’Università di Genova, e successivamente la Specialistica in Spagna a Barcellona.

Nella città di Gaudì, Emanuele ha maturato una chiara concezione del “bello”, non solo sotto l’aspetto estetico, ma anche e soprattutto sotto l’accezione tecnica.

Tornato in Italia e intenzionato a proseguire l’attività di famiglia, frequenta l’Accademia Orafa e approfondisce i temi salienti della Storia dell’Oreficeria e delle tecniche costruttive del Gioiello.

Riportiamo qui in seguito l’insolita intervista di un padre al proprio figlio:

D.: Come potresti descrivere brevemente le caratteristiche costruttive del Mokume Gane?

R.: Accademicamente si tratta di una lastra di metallo composta da 12 strati di metallo che in origine hanno lo spessore complessivo di mm. 10. Riferendoci al campione illustrato in fotografia abbiamo 6 strati di argento alternati a 6 strati di Shibuichi, una lega binaria di argento e rame che presenta la caratteristica di reagire in modo molto sensibile ai trattamenti di “patinatura” assumendo colorazioni che variano dal verde al blu.

D.: Come avviene la trasformazione di questo grezzo nel semilavorato concepito con questa tecnica?

R.: Il procedimento prevede la realizzazione di un blocco unico in modo che reagisca come un elemento singolo. La peculiarità di questa tecnica è che i vari strati di metallo si imparentino senza  l’utilizzo della saldatura, ma attraverso una tecnica di fusione superficiale che accorpa tra loro le lastre.

D.: Sembra una lavorazione complessa e delicata. In cosa consiste il massimo della difficoltà?

R.: La complessità di quest’operazione consta nel riuscire a portare i materiali al punto di fusione in modo uniforme lungo tutta la superficie e naturalmente in tutta la sua profondità, il che non è proprio una banalità visto che si lavora con un blocco di mm. 12. C’è da considerare inoltre che il punto di fusione dei due materiali impiegati è differente, per cui in questa fase è determinante l’abilità e la sensibilità dell’orafo.

D.: Fin qui abbiamo parlato di preparazione del metallo, ritengo che a quel punto inizi la lavorazione più propriamente estetica. In cosa consiste?

R.: Esatto. A questo punto abbiamo ottenuto un blocco omogeneo su cui lavorare. La fase successiva consiste nel martellare il blocco al fine di compattarlo e di verificare che l’imparentamento sia stato realizzato in modo corretto.). Si passa poi alla laminatura che renda il blocco adatto alla lavorazione. Per il campione illustrato è stato necessario l’utilizzo di un laminatoio elettrico per portarlo ad uno spessore complessivo di mm. 1,5. Il passo conseguente prevede la ricottura di quella che è ormai divenuta una lastra e quindi la sbalzatura a cesello al fine di ottenere quelle deformazioni semisferiche che sono necessarie per far emergere i disegni concentrici.

D.: Mi pare di capire che ormai la lastra mostra le caratteristiche tipiche della lavorazione, e quindi la trama del legno. In cosa consistono le rifiniture?

R.: In realtà la lavorazione vera e propria non è ancora terminata, anche se da questa fase in poi si alternano fasi costruttive e operazioni di finitura. In primis, infatti, è necessario provvedere a consumare la lastra utilizzando carte abrasive, fino a rimuovere tutte le deformazioni ed ottenere una lastra piatta decorata dai tipici disegni concentrici dovuti all’alternarsi dei diversi metalli. Manca tuttavia ancora un’ultima lavorazione che consiste in un’ulteriore laminatura che porta lo spessore complessivo a soli mm. 0,8 in modo da ottenere non solo una lastra più facilmente lavorabile, ma anche una deformazione del disegno che assumerà finalmente l’aspetto dei nodi del legno (mokume gane= metallo con trama del legno).

D.: Riguardo alle informazioni storiche cosa puoi dirci?

R.: Questa tecnica è originaria del Giappone. Il primo a realizzarla, neanche a dirlo, fu un artigiano specializzato nella produzione di katane (il Mokume Gane nasce come  tecnica di decorazione delle spade), tale Denbei Shoami (1651–1728).
La tecnica giunge in Europa nel 1854.

Attualmente quasi nessuna tra le pochissime ditte che producono gioielli avvalendosi di questa procedura, utilizza la tecnica originale, e quindi ottengono l’imparentamento a mezzo di presse idrauliche (tecnica non ortodossa, ma che in compenso consente di imparentare tra loro materiali come ad esempio oro e titanio O.O, soluzione che non si riesce ad ottenere con la tecnica originale).

Emanuele non è nuovo allo studio di tecniche estreme o innovative. A questo proposito si può dire che attualmente sta partecipando ad un concorso orafo il cui tema è relativo a gioielli dai quali trarre un utilizzo pratico. Emanuele ha creato un paio di polsini per fumatori, nei quali si possono conservare filtri e cartine.

Il link per votare il suo lavoro è il seguente: http://www.freshmetal.antidotum.pl/13/glosowanie/22info.html

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