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Il fantastico mondo della Gemmologia

Autore: Enrico | 11 novembre 2014

Si narra che il Dio Bacco si innamorò perdutamente di una giovane vergine dal nome Ametista.

La fanciulla era bellissima e leggiadra, ma non voleva saperne di Bacco, che sebbene un dio, non costituiva certo un motivo estetico o un esempio di sobrietà appetibili.

Ametista, associata ad una splendida leggenda del mito greco

Ametista, associata ad una splendida leggenda del mito greco

Dopo un lungo periodo di vane insistenze, Bacco, vedendosi un’ennesima volta rifiutato, si infuriò e scatenò contro l’inerme fanciulla una famelica belva selvaggia.

Ametista, vistasi perduta, e sorpresa dalla reazione violenta del dio, non trovò di meglio che raccomandarsi alla dea Diana, sua protettrice. Diana fu colta anch’essa di sorpresa, e cercò di salvare la giovane trasformandola in roccia.

A questo punto Bacco rientrò in sé e pianse, amaramente pentito del suo irrimediabile misfatto. Raccolse un calice del suo migliore e più fragrante vino e lo verso sulla roccia, la quale assorbì tutto quel nettare e assunse quel bel colore viola porpureo che siamo abituati a vedere nell’Ametista.

Saltiamo qualche secolo e ci troviamo nell’Antica Roma.

Al capezzale di un Patrizio dolorante allo stomaco, troviamo un austero medico che, molto seriamente sta prescrivendo al malato di masticare una preziosa perla.

“Ma come?”, direte, “I Romani giunsero a questo punto di superstizione?”.

Ebbene, dobbiamo ricordare che la perla è una gemma organica, costituita principalmente da … carbonato.

Questi e mille altri aneddoti fanno parte del mondo fantastico e variegato della Gemmologia, la Scienza che studia le pietre preziose e che deriva da Geologia e Mineralogia.

Entrare nell’universo di questa Scienza, non è, come erroneamente si crede, difficile e costoso, ma basta rivolgersi nei posti giusti ed avere a disposizione anche pochi Euro.

Il bello di questa disciplina è che offre un’infinità di spunti culturali, storici, scientifici, ma anche ludici.

È fantastico osservare le gemme all’interno della loro trasparenza, con un normale microscopio biologico, se non quello gemmologico, o anche con un lentino o a occhio nudo.

Le inclusioni contenute in ogni gemma naturale, sono in essa imprigionate da migliaia di anni, e raccontano la storias propria della gemma che osserviamo.

Ricordo sempre la mia emozione nell’osservare un’inclusione all’interno di un diamante, che aveva la forma perfetta di Pégaso, il cavallo alato, ad ali spiegate in volo. Questa gemma è ora al museo della mia scuola, il prestigioso Gemological Institute of America.

Ogni gemma offre spunti di riflessione, studio e divertimento, perchè induce a cercare notizie su di essa.

Se ne possono scoprire le caratteristiche fisiche, quelle chimiche, le facoltà ad esse attribuite in passato in ambito medico, curativo e addiruttura magico.

Ogni gemma è stata associata a precise caratteristiche. C’è quella che preserva dal dolore alla testa, o che facilità la digestione, o ancora che scaccia l’invidia.

Credere o no a queste facoltà non è il soggetto principale di questa passione, ma è la bellezza insita e la possibilità di approfondimento che essa scatena.

La suggestione che ha spinto l’Uomo a chiamare “di Fuoco” un particolare opale, oppure la bellezza di uno zaffiro, colorato sorprendentemente di rosa, oppure la bellezza insita in una cianite, che non va assolutamente confusa col pur nobile zaffiro blu, sono emozioni indicibili.

L’Uomo, poi, consapevolmente e consciamente, adatta con la forma diverse soluzioni, come quella di accostare due bellissime gemme come Ametista e Citrino, tagliandole in modo complementare per formare un unico romantico e suggestivo cuore.

Ma sono certo che ogni persona che si affacci all’universo della Gemmologia crei molti spunti, belli, diversi da questi e personali, per apprezzare e amare la Natura anche in questa fantastica forma.

Categoria: Il Laboratorio di Enrico | Nessun Commento »

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