La Gemmologia, scienza amica dei nostri interessi (video)

Come la certezza della qualità influenza il valore dei nostri investimenti.

Questo video ci spiega quanto la Gemmologia possa essere utile nel fantasmagorico mondo dei gioielli. Dalla parte di appassionati e fruitori finali.

 

Gem Designing

L’epoca contemporanea è contraddistinta da numerose innovazioni tecnologiche che stanno dando vita a molte figure professionali impreviste e completamente nuove. Innegabile è che la digitalizzazione di una disciplina di natura artistico/artigianale quale l’oreficeria stia portando all’estinzione di migliaia di tecniche millenarie che hanno affascinato popolazioni antiche e decorato i monili della storia, tuttavia lo sviluppo tecnologico porta con se anche una serie di possibilità che sarebbero state di difficile approccio senza l’aiuto dei computers, tra questi spicca per fascino la figura del GEM DESIGNER.

Esattamente come per i designer del gioiello tradizionali, che si occupano di gioielleria stando comodamente seduti al tavolo, che hanno le mani fresche di manicure e non hanno idea del peso di una lima, anche il gem designer spende buona parte del suo tempo giocando con programmi vettoriali che gli consentono di trattare l’estetica delle pietre preziose permettendosi di non avere competenze in ambito gemmologico, o quasi.

Ma facciamo un passo indietro!

Quando si parla di Gem Shaping si intende tutta una serie di interventi sulle gemme volti a modificarne l’aspetto, non tutte le lavorazioni però si somigliano.

Parliamo di gem carving quando intendiamo una gemma “scavata” artisticamente in modo da decorarla superficialmente con figure, trame e disegni.
Un esempio tradizionale sono le corniole, abbellite con scavi raffiguranti ritratti di persone famose, amanti o parenti scomparsi, ma anche con trame floreali e geometrie varie.
Lo sviluppo di tecnologie quali pantografi 3D stanno minando radicalmente le figure degli artigiani delle gemme che tuttavia si difendono facendo leva non solo sulla grande esperienza personale ottenuta lavorando con un numero elevato di minerali differenti che necessitano di accortezze specifiche dettate dalla loro stessa natura, ma altresì sulla capacità manuale di realizzare opere personalizzate senza un eccessivo lavoro di pianificazione e programmazione ma semplicemente affidandosi alla loro doti artistiche.
La Thailandia, l’India ed il sud -est asiatico in generale sono la patria di riferimento per questo tipo di discipline artigianali, qui ogni giorno milioni di artisti delle gemme danno vita ad opere dalla commovente bellezza.

Tuttavia non solo il carving fa parte del vasto mondo della modellazione delle pietre, allo stesso tempo esistono grandi opere dal fascino accattivante nell’ambito della SFACCETTATURA. Possiamo dividere questo settore in altre due sottocategorie, ovvero la sfaccettatura tradizionale, che coinvolge il taglio delle gemme con forme e disegni classici (taglio brillante, taglio a cuscino, navette, etc.), ed i tagli fantasia.

Sono solitamente tagliate in modo tradizionale tutte le pietre di un certo valore economico. Escludendo momentaneamente da questo gruppo il taglio dei diamanti, la cui natura permette la modellazione basandosi esclusivamente sui piani di taglio e che limita dunque la possibilità di realizzo di fantasie eccentriche richiedendo pertanto un approfondimento specifico sulla storia ed evoluzione delle loro lavorazioni, restano quindi fortemente coinvolte tutte le pietre più tradizionali in gioielleria.

Affermando questo non intendiamo dire che le pietre semi preziose non possano o non vengano tagliate in modo classico, vogliamo però sottolineare quanto il mercato e l’opinione comune sia attualmente reticente a “sacrificare” una gemma particolarmente preziosa dandole un taglio inusuale.

Giunge allora in nostro soccorso l’evoluzione dei processi di sintesi, che per quanto facciano rabbrividire ed adirare i gemmologi nonché i più tradizionalisti tra gli appassionati di gemme e minerali, rappresentano una grande occasione per dar sfogo alla fantasia e realizzare opere apprezzabili senza necessariamente doversi piegare ad un abbattimento drastico del valore delle gemme in seguito ad un taglio non tradizionale.

Torniamo a questo punto a coinvolgere i gem designers, ovvero persone che studiano ed inventano nuovi tagli per le gemme.

Cogliamo la palla al balzo per distinguere una volta per tutte la differenza tra taglio e forma: con forma si intende la geometria “perimetrale” della gemma, ovvero l’estetica che si attribuisce alla gemma durante la seconda fase di lavorazione: dopo aver “sezionato” il minerale grezzo (ovvero dopo aver ridotto un grande minerale in una porzione vicina alle dimensioni richieste), gli si da la FORMA nella fase di “sbozzatura”, si comincia dunque a rimuovere il materiale in eccesso al fine di avvicinarci il più possibile al volume che vogliamo ottenere. In questa precisa fase, dunque, decideremo se la nostra gemma avrà una forma rotonda, ovale, a pera, etc.

Il TAGLIO, invece, è volto a darci delle informazioni riguardanti non solo al disegno che interesserà la gemma, ma anche a come la luce si muoverà all’interno della pietra. Ovviamente la qualità del taglio può variare, dando come risultato una gemma che avrà molta o poca dispersione di luce o che avrà equilibrio o squilibrio nelle proporzioni; chiaramente una taglio che disperde il minor quantitativo di luce possibile è da preferirsi rispetto ad un taglio che fa “scappare” la luce in grande quantità, così come una giusta proporzione tra le varie parti della gemma sarà da favorire rispetto ad una poco proporzionata.

Il ruolo del Gem Designer è dunque quello di inventare delle sfaccettature fantasiose sulle gemme, cercando tuttavia di limitare al massimo la dispersione della luce in modo che la pietra non sia solo bella ma sia anche luminosa.

Come si fa?

La risposta è più semplice di quel che ci si aspetta, esistono infatti, come dicevamo all’inizio dell’articolo, tutta una serie di software di disegno vettoriale che sono stati programmati tenendo conto delle caratteristiche proprie di quasi tutti i minerali presenti in natura e che ci concedono dunque di far galoppare la nostra fantasia inventando tagli bizzarri ed audaci senza tuttavia rischiare di generare delle gemme obrobriose con “effetti finestra” imbarazzanti.

Le cose di cui dovrà tenere conto il gem designer non sono moltissime (specialmente se si limiterà a commissionare la realizzazione a qualcun altro che farà il “lavoro sporco”), in primis c’è senz’altro la DUREZZA del minerale, dovrà dunque consultare la scala di Mohs in modo da avere un’idea chiara della fragilità del materiale con cui intende lavorare, questo gli consentirà di capire se può spingersi tranquillamente ad ideare disegni particolarmente complessi o se l’elevata fragilità del minerale scelto lo porterà a ricevere maledizioni fantasiose da parte del tagliatore che sarà incaricato di dar vita alle sue idee.

In seguito dovrà considerare l’INDICE di RIFRAZIONE, ovvero un valore adimensionale proprio di ogni minerale che quantifica, in base alla densità dello stesso, la riduzione della velocità di propagazione della luce all’interno della pietra. Detto in un italiano più accessibile, un valore che ci fa capire quanto rallenta la luce attraversando la gemma e di conseguenza la deviazione di traiettoria che subisce. Questo valore è fondamentale per capire l’ANGOLO LIMITE di TAGLIO, ovvero quale grado di inclinazione massimo dovranno avere le faccette della nostra gemma per evitare di far fuoriuscire la luce (inutile specificare quanto questo influenzerà l’estetica della gemma finita sia nella sua resa in termini di brillantezza, sia in termini puramente estetici riguardo le proporzioni di taglio).

Fortunatamente per tutti i GEM DESIGNER, i programmatori che hanno realizzato i software che utilizzerete vi sono venuti incontro consentendovi di effettuare test e render della gemma tagliata in modo da poter intervenire correggendo gli errori prima che il lavoro sia terminato.

Tra gli errori più comuni da evitare annoveriamo il già citato “effetto finestra” ovvero il superamento dell’angolo limite di taglio che si manifesta come un vero e proprio spazio attraverso il quale siamo in grado di vedere oltre alla gemma: immaginate di regalare, o che vi sia regalata, una gemma che, una volta messa al dito, faccia intravedere la falange invece che brillare di un colore meraviglioso..ebbene, questo è l’effetto finestra!

Altrettanto fondamentale è tenere sempre un atteggiamento critico riguardo alle proporzioni di taglio, la simmetria e l’equilibrio tra le varie parti deve essere tenuta da conto con una certa severità, non solo perché il cervello umano apprezza le forme equilibrate, ma altresì perché il design delle gemme è un aspetto tra i meno conosciuti tra i consumatori di gioielleria, che subiscono invece lo stereotipo imposto dall’estetica delle gemme dal taglio classico (e quindi proporzionato).

Infine, giusto per evitare di non farne cenno, ricordiamo una delle parole chiave che caratterizzano il Design del prodotto da indossare: la VESTIBILITÀ. Considerate sempre che se la pietra che state disegnando sarà portata addosso non dovrà rompersi, non dovrà torturare il/la proprietario/a pungendo o graffiando, e non dovrà causare danni a terzi essendo accidentalmente utilizzato come arma impropria.

ATTENZIONE: i parametri e le direttive che vengono presentate in questo articolo forniscono

informazioni generiche e comunemente valide, ovviamente esistono tagli e forme che esulano da questi principi ma che risultano comunque esteticamente apprezzabili, ne sono un esempio tutti i tagli che richiedono per loro particolare natura delle finiture non lucide o addirittura opache.

Concludiamo il nostro articolo fornendo alcuni contatti ed informazioni utili ad approfondire non solo l’aspetto del gem Design ma anche l’affascinante mondo del taglio delle gemme.

In Italia il principale istituto che si occupa della divulgazione dell’arte di tagliare le pietre preziose è senz’altro GEMMARUM LAPIDATOR (www.gemmarum.it), qui non solo avrete la possibilità di imparare in modo semplice ed efficace la disciplina, ma avrete anche una buona didattica relativamente alla gemmologia necessaria a trasformare questa disciplina in una professione tramite corsi certificati IGI.

Negli ultimi anni anche l’accademia di arti orafe LAO di Firenze (www.artiorafe.it) ha aperto un corso di taglio e sfaccettatura delle pietre, affiancandolo ai più storici corsi di oreficeria,incisione, design del gioiello ed incassatura.
L’ambiente accademico e la possibilità di confronto con tutti i futuri operatori del settore che saranno incaricati di portare a termine il vostro lavoro rendono questa accademia tra le più prestigiose d’europa.

Infine, nonostante il gem design non sia particolarmente conosciuto e sviluppato all’interno della moda italiana, esistono due realtà affascinanti di gioielleria artigianale che includono tra le loro collezioni delle interessanti opere di gem shaping: il LABORATORIO LUNAMANTE di Sanremo (www.lunamante.com) e la ditta FABULA AUREA di Firenze (www.fabulaurea.com)

Tanzanite: rarità e bellezza

Tanzanite: rarità e bellezzaForse non tutti sanno che la Tanzanite è una delle gemme più rare del mondo, se non altro perché la si trova esclusivamente in una zona circoscritta alle miniere della Tanzania, e precisamente nella provincia di Kiteto alle pendici delle colline di Merelani nella regione di Arusha.

Si tratta di una speciale varietà di Zoisite, gemma che solitamente si presenta di in bel colore verde, ma che nella Tanzanite si trasforma in un bel blu violetto dalla tonalità molto simile al blu un po’ più deciso di alcuni zaffiri di Ceylon.

Stiamo parlando di un cristallo di qualità da gemma, per cui molto bello esteticamente e in possesso di tutte quelle caratteristiche che la rendono appetibile in gioielleria.

Da qualche tempo infatti la Tanzanite è entrata nel mondo dei gioielli, e lo ha fatto attraverso creatori che apprezzano le belle sfumature cromatiche di questa gemma, ma in un primo tempo Tanzanite: rarità e bellezzaprobabilmente attirati dalla sua rarità.

Nonostante ciò la Tanzanite si trova sul mercato a prezzi accessibili, in quanto il grosso pubblico non ha ancora imparato a conoscerla.

Mineralogicamente è una pietra della classe dei sorosilicati e appartiene al gruppo trimetrico ed al sistema ortorombico. La sua durezza è sufficientemente rassicurante (6/7 della scala Mohs) e si presta quindi ad essere incastonata anche in anelli e in gioielli di stile moderno.

È una gemma molto giovane, nel senso che è stata scoperta molto recentemente, per cui si conoscono dati storici certi.

La prima fu infatti rinvenuta a Kiteto nel 1967 da Ndugu Jumanne Ngoma.

Tanzanite: rarità e bellezzaMolto interessante il motivo della scelta del nome. In un primo tempo, dopo le analisi della prima gemma rinvenuta, la si voleva chiamare Zoisite blu, ma ci si rese conto che pronunciata in Inglese con l’accento del luogo, il termine assomigliava troppo alla parola “suicide” (=suicidio). Probabilmente per scaramanzia, quindi, si cerco un altro nome. Alla denominazione definitiva provvide la maison Tiffany, la quale prese a nominarla “Tanzanite” in riferimento all’unico luogo in cui si può trovare, la Tanzania.

La Tanzanite è spesso protagonista anche di argomenti fenomenici. Il suo pleocroismo, ovvero la capacità di cambiare tonalità a seconda della direzione da cui la si guarda, può in alcuni casi essere abbastanza evidente e passare da sfumature viola ad altre addirittura rosse, mantenendo ovviamente il colore di fondo blu violaceo.

Viene rinvenuta incassata in rocce metamorfiche: lo gneiss grafitico. D’altra parte la zona di rinvenimento non è certo lontana dal Kilimangiaro e da altre montagne di origine vulcanica.

La Tanzanite non può mancare nella collezione di un appassionato.

Enrico Cannoletta – Graduate Gemologist (GIA)

Gemmologia: la scienza del mondo dei preziosi

Chi ama la Gioielleria e il bello in genere, prima o poi incontra sul suo cammino la Gemmologia.

È la scienza che studia le pietre preziose sia in ambito fisico-chimico che del loro utilizzo in gioielleria.

Si ricorre al Gemmologo quando si vuole la certezza della qualità della gemma in questione, oppure se ne vuole scoprire l’origine naturale o artificiale. Oppure ancora quando se ne vogliono conoscere le caratteristiche peculiari: perché ogni gemma è unica e irripetibile.

E c’è addirittura chi, attraverso la collezione di gemme, che se si seguono alcuni elementari criteri non è costosa, ne ha fatto un piacevole hobby, che permette di divertirsi, investire oculatamente piccole o grandi cifre, e indossare gioielli unici.

Attraverso la Gemmologia si può ad esempio imparare che la gemma più rara del mondo non è la piùGemmologia: la scienza del mondo dei preziosi costosa, ed è anzi alla portata di tutti, oppure che esistono varietà della stessa specie che non immagineremmo così affini, come ad esempio Acquamarina e Smeraldo (entrambi Berilli).

Si avrà la cognizione che due tra le più preziose e famose gemme, il Rubino e lo Zaffiro, sono in realtà sorelle, essendo entrambe Corindoni, e che hanno una durezza di appena un grado inferiore a quella del Diamante.

Oppure che Perla e Ambra sono due gemme organiche, derivanti la prima dal mondo animale e la seconda da quello vegetale.

Diverrà consueta la conoscenza dell’Ametrino, una gemma divisa in due colori netti e distinti, o la Tormalina Watermelon (anguria) che si presenta coi colori interni di questo frutto, verde, gialla e rossa.

Senza dimenticare gli aspetti storici, che abbracciano anche i metodi che in passato vedevano utilizzare le gemme in ambito curativo. E tanto altro ancora.

Insomma un vero universo nel quale immergersi e che ci riserva sorprese sotto ogni forma: appagherà l’occhio con colori inimmaginabili, placherà la nostra curiosità, e soddisferà il nostro gusto estetico con “prodotti della Natura” che l’immaginazione umana non avrebbe potuto neppure concepire.

Verificando i costi delle gemme “sciolte” ci si può veramente sorprendere in positivo, e creare su esse il proprio gioiello personalizzato.

La gemmologia sul blog dei gioielli

In un blog che parla di gioielli era necessario parlare anche di gemme, le vere protagoniste dei gioielli di tutti i tempi.

Oggi è più che mai importante e utile la conoscenza della nomenclatura gemmologica e delle ultime novità nel campo delle gemme create dall’uomo.

Per questa ragione ho accettato volentieri l’invito degli amministratori del blogdeigioielli a partecipare attivamente alle attività proposte.

Mi chiamo Giorgio Bogni e sono dottore in Scienze della Terra; durante il mio percorso di studi ho avuto la possibilità di frequentare con profitto il corso di gemmologia tenuto dall’ Istituto Gemmologico Italiano (I.G.I.) per diplomarmi gemmologo nel 1995.

Da allora, se il progresso tecnologico nei trattamenti e nelle imitazioni delle gemme più preziose ha fatto passi da gigante, di contro anche le tecniche di analisi si sono adeguate ai tempi. Gli strumenti più avanzati sono disponibili solamente in pochissimi laboratori al mondo; attualmente esistono solamente tre laboratori in grado di discriminare i damanti sintetici di ultima generazione!

Sono comunque sempre estremamente valide le regole base della gemmologia e della mineralogia, ovvero è quasi sempre possibile distinguere una gemma naturale da una sintetica attraverso l’osservazione e lo studio della sue caratteristiche interne. Queste operazioni, assai semplici con la pietra sciolta, divengono complesse quando la gemma è già parte integrante di un gioiello; in questi casi fondamentale è l’esperienza del gemmologo e lo “stile” di chi ha creato il gioiello a rivelare la vera natura della gemma protagonista.

Nei miei interventi sul blogdeigioielli tratterò di volta in volta argomenti di carattere gemmologico e mineralogico cercando di svelare alcuni trucchi del mercato nonché del gemmologo, trucchi fondamentali per poter conoscere e riconoscere le reali potenzialità di un gioiello, la sua autenticità, la competenza del venditore nonché le eventuali regole per una corretta conservazione dei nostri preziosi!

Bogni Giorgio
Info [@] mineraliepietre.com
Sito Web