Lady Gaga: Tiffany come Audrey Hepburn

Lady Gaga: Tiffany come Audrey Hepburn

Rivive con il volto della star di “A star is born” l’emozione di “Colazione da Tiffany”.

La Borsa dei Diamanti d’Italia ha diramato ai propri soci una circolare che informa circa un evento che assume una particolare importanza nel mondo dei gioielli e del Cinema.

Per la prima volta da quando fu indossato dalla diva Audrey Hepburn sul set di “Colazione da Tiffany”, viene sfoggiato da Lady Gaga il famoso diamante giallo “Tiffany”. Si tratta di una delle gemme più famose della storia. Detiene infatti il record quale diamante fancy color yellow più grande del mondo. Il suo peso è di ct. 128,54, derivanti da un grezzo che pesava ct. 287,42 che Charles Lewis Tiffany acquistò nel 1878. Il suo valore è calcolato attorno ai 30 milioni di dollari.

Ecco il testo integrale del comunicato di ramato dalla Borsa dei Diamanti d’Italia:

“Fotografi assiepati lungo il red carpet per la consegna dei Premi Oscar. A concedersi davanti all’obiettivo una elegantissima Lady Gaga che ha sorpreso tutti con il suo look total black illuminato da una pietra preziosissima.

La cantante, protagonista del film “A Star is Born” ha sfoggiato una collana con il famoso diamante giallo di Tiffany, il più grande al mondo: vale oltre 30 milioni di dollari. Si tratta dello stesso gioiello che nel 1961 indossò la meravigliosa Audrey Hepburn per promuovere il celebre film Colazione da Tiffany. Da allora, mai nessuno lo aveva più indossato. Ma tutto l’outfit di Lady Gaga è un omaggio all’indimenticabile attrice: l’abito nero, i guanti lunghi e lo chignon”.

(Photo by FREDERIC J. BROWN / AFP)

 

Gem Designing

L’epoca contemporanea è contraddistinta da numerose innovazioni tecnologiche che stanno dando vita a molte figure professionali impreviste e completamente nuove. Innegabile è che la digitalizzazione di una disciplina di natura artistico/artigianale quale l’oreficeria stia portando all’estinzione di migliaia di tecniche millenarie che hanno affascinato popolazioni antiche e decorato i monili della storia, tuttavia lo sviluppo tecnologico porta con se anche una serie di possibilità che sarebbero state di difficile approccio senza l’aiuto dei computers, tra questi spicca per fascino la figura del GEM DESIGNER.

Esattamente come per i designer del gioiello tradizionali, che si occupano di gioielleria stando comodamente seduti al tavolo, che hanno le mani fresche di manicure e non hanno idea del peso di una lima, anche il gem designer spende buona parte del suo tempo giocando con programmi vettoriali che gli consentono di trattare l’estetica delle pietre preziose permettendosi di non avere competenze in ambito gemmologico, o quasi.

Ma facciamo un passo indietro!

Quando si parla di Gem Shaping si intende tutta una serie di interventi sulle gemme volti a modificarne l’aspetto, non tutte le lavorazioni però si somigliano.

Parliamo di gem carving quando intendiamo una gemma “scavata” artisticamente in modo da decorarla superficialmente con figure, trame e disegni.
Un esempio tradizionale sono le corniole, abbellite con scavi raffiguranti ritratti di persone famose, amanti o parenti scomparsi, ma anche con trame floreali e geometrie varie.
Lo sviluppo di tecnologie quali pantografi 3D stanno minando radicalmente le figure degli artigiani delle gemme che tuttavia si difendono facendo leva non solo sulla grande esperienza personale ottenuta lavorando con un numero elevato di minerali differenti che necessitano di accortezze specifiche dettate dalla loro stessa natura, ma altresì sulla capacità manuale di realizzare opere personalizzate senza un eccessivo lavoro di pianificazione e programmazione ma semplicemente affidandosi alla loro doti artistiche.
La Thailandia, l’India ed il sud -est asiatico in generale sono la patria di riferimento per questo tipo di discipline artigianali, qui ogni giorno milioni di artisti delle gemme danno vita ad opere dalla commovente bellezza.

Tuttavia non solo il carving fa parte del vasto mondo della modellazione delle pietre, allo stesso tempo esistono grandi opere dal fascino accattivante nell’ambito della SFACCETTATURA. Possiamo dividere questo settore in altre due sottocategorie, ovvero la sfaccettatura tradizionale, che coinvolge il taglio delle gemme con forme e disegni classici (taglio brillante, taglio a cuscino, navette, etc.), ed i tagli fantasia.

Sono solitamente tagliate in modo tradizionale tutte le pietre di un certo valore economico. Escludendo momentaneamente da questo gruppo il taglio dei diamanti, la cui natura permette la modellazione basandosi esclusivamente sui piani di taglio e che limita dunque la possibilità di realizzo di fantasie eccentriche richiedendo pertanto un approfondimento specifico sulla storia ed evoluzione delle loro lavorazioni, restano quindi fortemente coinvolte tutte le pietre più tradizionali in gioielleria.

Affermando questo non intendiamo dire che le pietre semi preziose non possano o non vengano tagliate in modo classico, vogliamo però sottolineare quanto il mercato e l’opinione comune sia attualmente reticente a “sacrificare” una gemma particolarmente preziosa dandole un taglio inusuale.

Giunge allora in nostro soccorso l’evoluzione dei processi di sintesi, che per quanto facciano rabbrividire ed adirare i gemmologi nonché i più tradizionalisti tra gli appassionati di gemme e minerali, rappresentano una grande occasione per dar sfogo alla fantasia e realizzare opere apprezzabili senza necessariamente doversi piegare ad un abbattimento drastico del valore delle gemme in seguito ad un taglio non tradizionale.

Torniamo a questo punto a coinvolgere i gem designers, ovvero persone che studiano ed inventano nuovi tagli per le gemme.

Cogliamo la palla al balzo per distinguere una volta per tutte la differenza tra taglio e forma: con forma si intende la geometria “perimetrale” della gemma, ovvero l’estetica che si attribuisce alla gemma durante la seconda fase di lavorazione: dopo aver “sezionato” il minerale grezzo (ovvero dopo aver ridotto un grande minerale in una porzione vicina alle dimensioni richieste), gli si da la FORMA nella fase di “sbozzatura”, si comincia dunque a rimuovere il materiale in eccesso al fine di avvicinarci il più possibile al volume che vogliamo ottenere. In questa precisa fase, dunque, decideremo se la nostra gemma avrà una forma rotonda, ovale, a pera, etc.

Il TAGLIO, invece, è volto a darci delle informazioni riguardanti non solo al disegno che interesserà la gemma, ma anche a come la luce si muoverà all’interno della pietra. Ovviamente la qualità del taglio può variare, dando come risultato una gemma che avrà molta o poca dispersione di luce o che avrà equilibrio o squilibrio nelle proporzioni; chiaramente una taglio che disperde il minor quantitativo di luce possibile è da preferirsi rispetto ad un taglio che fa “scappare” la luce in grande quantità, così come una giusta proporzione tra le varie parti della gemma sarà da favorire rispetto ad una poco proporzionata.

Il ruolo del Gem Designer è dunque quello di inventare delle sfaccettature fantasiose sulle gemme, cercando tuttavia di limitare al massimo la dispersione della luce in modo che la pietra non sia solo bella ma sia anche luminosa.

Come si fa?

La risposta è più semplice di quel che ci si aspetta, esistono infatti, come dicevamo all’inizio dell’articolo, tutta una serie di software di disegno vettoriale che sono stati programmati tenendo conto delle caratteristiche proprie di quasi tutti i minerali presenti in natura e che ci concedono dunque di far galoppare la nostra fantasia inventando tagli bizzarri ed audaci senza tuttavia rischiare di generare delle gemme obrobriose con “effetti finestra” imbarazzanti.

Le cose di cui dovrà tenere conto il gem designer non sono moltissime (specialmente se si limiterà a commissionare la realizzazione a qualcun altro che farà il “lavoro sporco”), in primis c’è senz’altro la DUREZZA del minerale, dovrà dunque consultare la scala di Mohs in modo da avere un’idea chiara della fragilità del materiale con cui intende lavorare, questo gli consentirà di capire se può spingersi tranquillamente ad ideare disegni particolarmente complessi o se l’elevata fragilità del minerale scelto lo porterà a ricevere maledizioni fantasiose da parte del tagliatore che sarà incaricato di dar vita alle sue idee.

In seguito dovrà considerare l’INDICE di RIFRAZIONE, ovvero un valore adimensionale proprio di ogni minerale che quantifica, in base alla densità dello stesso, la riduzione della velocità di propagazione della luce all’interno della pietra. Detto in un italiano più accessibile, un valore che ci fa capire quanto rallenta la luce attraversando la gemma e di conseguenza la deviazione di traiettoria che subisce. Questo valore è fondamentale per capire l’ANGOLO LIMITE di TAGLIO, ovvero quale grado di inclinazione massimo dovranno avere le faccette della nostra gemma per evitare di far fuoriuscire la luce (inutile specificare quanto questo influenzerà l’estetica della gemma finita sia nella sua resa in termini di brillantezza, sia in termini puramente estetici riguardo le proporzioni di taglio).

Fortunatamente per tutti i GEM DESIGNER, i programmatori che hanno realizzato i software che utilizzerete vi sono venuti incontro consentendovi di effettuare test e render della gemma tagliata in modo da poter intervenire correggendo gli errori prima che il lavoro sia terminato.

Tra gli errori più comuni da evitare annoveriamo il già citato “effetto finestra” ovvero il superamento dell’angolo limite di taglio che si manifesta come un vero e proprio spazio attraverso il quale siamo in grado di vedere oltre alla gemma: immaginate di regalare, o che vi sia regalata, una gemma che, una volta messa al dito, faccia intravedere la falange invece che brillare di un colore meraviglioso..ebbene, questo è l’effetto finestra!

Altrettanto fondamentale è tenere sempre un atteggiamento critico riguardo alle proporzioni di taglio, la simmetria e l’equilibrio tra le varie parti deve essere tenuta da conto con una certa severità, non solo perché il cervello umano apprezza le forme equilibrate, ma altresì perché il design delle gemme è un aspetto tra i meno conosciuti tra i consumatori di gioielleria, che subiscono invece lo stereotipo imposto dall’estetica delle gemme dal taglio classico (e quindi proporzionato).

Infine, giusto per evitare di non farne cenno, ricordiamo una delle parole chiave che caratterizzano il Design del prodotto da indossare: la VESTIBILITÀ. Considerate sempre che se la pietra che state disegnando sarà portata addosso non dovrà rompersi, non dovrà torturare il/la proprietario/a pungendo o graffiando, e non dovrà causare danni a terzi essendo accidentalmente utilizzato come arma impropria.

ATTENZIONE: i parametri e le direttive che vengono presentate in questo articolo forniscono

informazioni generiche e comunemente valide, ovviamente esistono tagli e forme che esulano da questi principi ma che risultano comunque esteticamente apprezzabili, ne sono un esempio tutti i tagli che richiedono per loro particolare natura delle finiture non lucide o addirittura opache.

Concludiamo il nostro articolo fornendo alcuni contatti ed informazioni utili ad approfondire non solo l’aspetto del gem Design ma anche l’affascinante mondo del taglio delle gemme.

In Italia il principale istituto che si occupa della divulgazione dell’arte di tagliare le pietre preziose è senz’altro GEMMARUM LAPIDATOR (www.gemmarum.it), qui non solo avrete la possibilità di imparare in modo semplice ed efficace la disciplina, ma avrete anche una buona didattica relativamente alla gemmologia necessaria a trasformare questa disciplina in una professione tramite corsi certificati IGI.

Negli ultimi anni anche l’accademia di arti orafe LAO di Firenze (www.artiorafe.it) ha aperto un corso di taglio e sfaccettatura delle pietre, affiancandolo ai più storici corsi di oreficeria,incisione, design del gioiello ed incassatura.
L’ambiente accademico e la possibilità di confronto con tutti i futuri operatori del settore che saranno incaricati di portare a termine il vostro lavoro rendono questa accademia tra le più prestigiose d’europa.

Infine, nonostante il gem design non sia particolarmente conosciuto e sviluppato all’interno della moda italiana, esistono due realtà affascinanti di gioielleria artigianale che includono tra le loro collezioni delle interessanti opere di gem shaping: il LABORATORIO LUNAMANTE di Sanremo (www.lunamante.com) e la ditta FABULA AUREA di Firenze (www.fabulaurea.com)

Con Thomas Sabo tutte le sfaccettature della moda

Con Thomas Sabo tutte le sfaccettature della moda

Linee giovani e fresche per ogni look.

Chi opera nei vari settori della moda conosce benissimo la difficoltà di interpretare ogni desiderio, pur restando coerente ad uno stile caratteristico.

Ogni addetto ai lavori riconosce però che Thomas Sabo pare esserci riuscito.

Le collezioni di questo marchio giovanissimo eppure così prestigioso riescono in effetti ad accontentare ogni richiesta estetica.

Ogni gioiello contiene un insieme di ingredienti che lo rendono unico e inimitabile. Ma non solo. Il brand riesce nella impresa proibitiva per tutti di coniugare diversi stili tra loro.

Ecco perché la gioielleria di Thomas Sabo si rende adatta ad ogni indosso, dal più elegante fino ad arrivare al più trasgressivo.

Possiamo riconoscere un tocco di noir, ma anche la purezza di una forma delicata, l’aspetto etnico e quello tradizionale. Insomma un risultato che avvicina ogni creazione al tocco magico della perfezione.

Trovi un selezionato assortimento dei gioielli Thomas Sabo semplicemente cliccando QUI.